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2006/03/03 ELOGIO DELLA FOLLIAOsservate con quanta previdenza la Natura, madre del genere umano, ebbe cura di spargere ovunque un pizzico di follia. La vita umana non è altro che un gioco della Follia. di Erasmo da Rotterdam. Onirico, visionario, appassionato... I frames si rincorrono in punta di piedi lungo la sottile linea di confine tra follia e ragione, in bilico tra sogno e realtà. Una voce pacata ma intensa scandisce il susseguirsi delle immagini, in un vibrante inno al sentimento. 45 secondi d'arte. Enchantée :)
Chi volesse approfondire la lettura dell'Elogio può farlo qui.
2006/02/18 TRANSITORIETA' DELLA TRISTEZZA
« E' la gioventù... E' la gioventù, signor direttore! Come l'aprile vuole le piogge, così la gioventù ogni tanto vuole un poco di lacrime... Poi spunta il sole da capo... E passa tutto... » Luigi Pirandello
2006/01/26 MORTE MALINCONICA DEL BAMBINO OSTRICA e altre storieTriste... Macabro... Romantico... Tim.
Il bambino coi chiodi negli occhi / piantò il suo alberello di alluminio.
La sua pelle è un panno bianco / ricucito da ghirigori di fili neri.
2005/11/17 LEGGENDO BECKETT
«…Le lacrime del mondo sono una quantità costante. ![]() En attendent Godot
by Samuel Beckett
©1952 2005/09/24 KIPLING, PRINCIPESSE E CAVATAPPIThe Princess in the Pickle-Bottle Nell’autunno del 1892, Rudyard Kipling scrisse per una bambina americana la buffa fiaba, mai pubblicata, di una principessa sottovetro. Per più di un secolo, il manoscritto è rimasto nascosto allo sguardo dei lettori in un’antica residenza newyorkese. Finchè non è venuto alla luce…
I C'era una volta una principessa costretta a vivere in una bottiglia da salsa piccante perché nel regno delle fate non c'era neanche un angolo libero. Esisteva un solo modo di farla uscire dalla bottiglia e il re, suo padre, stabilì che chiunque fosse riuscito a liberarla sarebbe stato obbligato a fare due cose: primo, a sposarla, secondo, a comandare metà del regno. Poiché la principessa era assai bella, e il regno assai grande, si fecero avanti 10.764.302 principi senza macchia e senza paura, tutti decisi ad aprire la bottiglia da salsa piccante. Di loro, 9.763.824 consultarono maghi di corte, astrologhi e vecchi saggi del bosco. Invece 264.230 si rivolsero a fate madrine, streghe bianche, volpi magiche, cavalli incantati e servi fidati. Così consigliati, i principi uccisero: II
Ma poi arrivò un principe così povero che non poteva permettersi di pagare neppure un mago di corte, e i suoi soli servi fidati erano le sue mani. Camminava, perché non aveva un cavallo da montare, e passeggiando fischiettava. Quando arrivò alla bottiglia da salsa piccante, vi camminò intorno, fece un cenno di saluto alla principessa, mise la testa di sbieco, chiuse un occhio e continuò a fischiettare mentre gli altri principi gli raccontavano dei draghi e degli gnomi e di tutti i prodigi che si erano rivelati inutili. La principessa lo guardò, con il volto seminascosto tra le mani, e arrossì, perché quello era il principe più bello di tutti i principi. Alla fine egli infilò la mano in tasca e disse "che sarà mai, togliere il tappo a quella bottiglia?" e gli altri principi fecero "Ah!" perché nessuno di loro ci aveva pensato. Poi cominciò a tirare il tappo con un cavatappi e il tappo venne via, perché era un normalissimo tappo di una normalissima bottiglia di salsa piccante, che nulla sapeva di incantesimi e di formule magiche. La principessa uscì dal collo della bottiglia, e tutti gli altri principi, che erano parecchio seccati, tagliarono la testa ai maghi di corte, alle streghe, ai servi fidati, alle volpi parlanti e ai cavalli incantati. La morale della storia è questa: se trovate una principessa rinchiusa in una bottiglia da salsa piccante, non cercate di liberarla con incantesimi e draghi. USATE UN CAVATAPPI. Photo: manoscritto originale 2005/09/17 ' NUL AUTRE '
Non sono niente. Fernando Pessoa ![]() © Joan Miro 2005/09/12 GIN A BODY MEET A BODY COMIN' THROUGH THE RYE... – A te non piace niente di quello che succede.
Ad ogni modo, mi immagino sempre tutti questi ragazzini che fanno una partita in quell’immenso campo di segale eccetera eccetera. Migliaia di ragazzini, e intorno non c’è nessun altro, nessun grande, voglio dire, soltanto io. E io sto in piedi sull’orlo di un dirupo pazzesco. E non devo far altro che prendere al volo tutti quelli che stanno per cadere dal dirupo, voglio dire, se corrono senza guardare dove vanno, io devo saltar fuori da qualche posto e acchiapparli. Non dovrei fare altro tutto il giorno. Sarei soltanto l’acchiappatore nella segale e via dicendo. So che è una pazzia, ma è l’unica cosa che mi piacerebbe essere… Lo so, è da matti.
« Anyway, I keep picturing all these little kids playing some game in this big field of rye and all. Thousands of little kids, and nobody's around - nobody big, I mean - except me. And I'm standing on the edge of some crazy cliff. What I have to do, I have to catch everybody if they start to go over the cliff - I mean if they're running and they don't look where they're going I have to come out from somewhere and catch them. That's all I'd do all day. I'd just be the catcher in the rye and all. I know It’s crazy, but that’s the only thing I’d really like to be. I know, it’s crazy. »
Holden Caulfield SI È SEMPRE SOLI, UNA NOTTE DI TROPPO
Mi sei tornata in mente. Guidavo in autostrada e ho dovuto fermare l'auto. Ho fermato l'auto non potendo fermare i pensieri, se avessi potuto fermare i pensieri avrei proseguito, ma tanto avrei ripreso a pensarti appena uscito dal casello. Stefano Benni
2005/08/04 HERE WE ARE...Sempre il mare, uomo libero, amerai!
perché il mare è il tuo specchio; tu contempli nell'infinito svolgersi dell'onda l'anima tua, e un abisso è il tuo spirito non meno amaro. Godi nel tuffarti in seno alla tua immagine; l'abbracci con gli occhi e con le braccia, e a volte il cuore si distrae dal tuo suono al suon di questo selvaggio ed indomabile lamento. Discreti e tenebrosi ambedue siete: uomo, nessuno ha mai sondato il fondo dei tuoi abissi; nessuno ha conosciuto, mare, le tue più intime ricchezze, tanto gelosi siete d'ogni vostro segreto. Ma da secoli infiniti senza rimorso né pietà lottate fra voi, talmente grande è il vostro amore per la strage e la morte, o lottatori eterni, o implacabili fratelli! C. B.
Homme libre, toujours tu chériras la mer! / La mer est ton miroir; tu contemples ton âme / dans le déroulement infini de sa lame, / et ton esprit n'est pas un gouffre moins amer. / Tu te plains à plonger au sein de ton image; / tu l'embrasses des yeux et des bras, et ton cœur / se distrait quelques fois de sa propre rumeur / au bruit de cette plainte indomptable et sauvage. / Vous êtes tous les deux ténébreux et discrets: / Homme, nul n'a sondé le fond de tes abîmes; / O mer, nul ne connaît tes richesses intimes, / tant vous êtes jaloux de garder vos secrets! / Et cependant voilà des siècles innombrables / que vous vous combattez sans pitié ni remord, / tellement vous aimez le carnage et la mort, / o lutteurs éternels, o frères implacables!
2005/07/23 «Chiederete perchè la sua poesia non ci parla del sogno, delle foglie, dei grandi vulcani del suo paese natio... Venite a vedere il sangue per le strade!»
Padre Nostro che sei nei Cieli restaci pure quanto a noi, resteremo sulla terra con tutte le meravigliose meraviglie del mondo che se ne stanno molto semplicemente sulla terra offerte a tutti quanti sparpagliate meravigliate anch’esse d’essere delle tali meraviglie tanto che non ardiscono a confessarlo a se stesse come una bella ragazza nuda che mostrarsi non osa. E con tutte le orribili sofferenze del mondo che son legione con i loro legionari con i loro reziari ciascun padrone con i suoi predicatori, i suoi traditori con gli anni
con le belle ragazze e i poveri coglioni con la paglia della miseria che marcisce nell’acciaio dei cannoni. [J. P.]
![]() 2005/07/18 CASTELLI DI RABBIA
Perché è così che ti frega la vita.
[A. Baricco] 2005/07/15 AMOR OMNIA VINCIT (?)Les enfants qui s'aiment s'embrassent debout contre les portes de la nuit et les passants qui passent les désignent du doigt. Mais les enfants qui s'aiment ne sont là pour personne et c'est seulement leur ombre qui tremble dans la nuit. Excitant la rage des passants, leur rage, leur mépris, leurs rires et leur envie Les enfants qui s'aiment ne sont là pour personne, ils sont ailleurs bien plus loin que la nuit, bien plus haut que le jour, dans l'éblouissante clarté de leur premier amour.
Jacques Prévert
[ I ragazzi che si amano si baciano in piedi / contro le porte della notte / ed i passanti che passano li segnano a dito. / Ma i ragazzi che si amano / non ci sono per nessuno / ed è soltanto la loro ombra / a tremare nella notte. / Istigano la rabbia dei passanti / la loro rabbia, il loro disprezzo, le loro risa e la loro invidia. / I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno, / essi sono ben più lontano della notte / molto più in alto del giorno / nell’abbagliante splendore del loro primo amore.]
2005/07/02 «C'era una volta un piccolo principe che viveva su di un pianeta poco più grande di lui e aveva bisogno di un amico...»«Che cosa vuol dire “addomesticare”?» «È una cosa da molto dimenticata. Vuol dire “creare dei legami”…» «Creare dei legami?» «Certo» disse la volpe. «Tu fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l’uno dell’altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo». […] «La mia vita è monotona. Io do la caccia alle galline, e gli uomini danno la caccia a me. Tutte le galline si assomigliano, e tutti gli uomini si assomigliano. E io mi annoio perciò. Ma se tu mi addomestichi, la mia vita sarà come illuminata. Conoscerò un rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi fanno nascondere sotto terra. Il tuo mi farà uscire dalla tana, come una musica! E poi, guarda! Vedi, laggiù in fondo, dei campi di grano? Io non mangio il pane, e il grano per me è inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo è triste! Ma tu hai dei capelli color dell’oro. Allora sarà meraviglioso quando mi avrai addomesticato. Il grano, che è dorato, mi farà pensare a te. E amerò il rumore del vento nel grano…» La volpe tacque e guardò a lungo il piccolo principe: «Per favore… addomesticami», disse. «Volentieri», rispose il piccolo principe, «ma non ho molto tempo, però. Ho da scoprire degli amici, e da conoscere molte cose». «Non si conoscono che le cose che si addomesticano», disse la volpe. [… ] «Se tu vuoi un amico addomesticami!» […] Così il piccolo principe addomesticò la volpe. E quando l’ora della partenza fu vicina: «Ah!» disse la volpe, «…piangerò». «La colpa è tua», disse il piccolo principe, «io non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi…» «È vero», disse la volpe. «Ma piangerai!» disse il piccolo principe. «È certo», disse la volpe. «Ma allora che ci guadagni?» «Ci guadagno… il colore del grano» ![]() 2005/06/29 ILLUMINATIONSHo teso corde da campanile a campanile;
ghirlande da finestra a finestra;
catene d'oro da stella a stella,
e danzo.
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Arthur Rimbaud 2005/06/25 SUNRISE, SUNRISE... Morning is due to all Il Mattino spetta a tutti _________________________________________ [Emily Dickinson, Fragment #1577] 2005/06/19 INTRODUCING MY BLOG...«If you really want to hear about it, the first thing you'll probably want to know is where I was born, and what my lousy childhood was like, and how my parents were occupied and all before they had me, and all that David Copperfield kind of crap, but I don't feel like going into it, if you want to know the truth. In the first place that stuff bores me... Besides, I'm not going to tell you my whole goddam autobiography or anything...» Holden Caulfield
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